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Orticaria cronica: diagnosi e nuova cura

 orticaria cronica
Orticaria cronica: cosa significa

Si parla di orticaria cronica quando i sintomi (pomfi o angioedema, o entrambi) durano da più di 6 settimane. Spesso viene scambiata con una reazione allergica, soprattutto nei primi giorni. L’allergia, invece, molto raramente provoca una orticaria cronica, al contrario della forma acuta che può essere il sintomo di una reazione anafilattica. Esistono delle malattie che hanno in comune il termine orticaria, ma sono completamente diverse, come orticaria pigmentosa (una forma di mastocitosi) e l’orticaria vasculite.  Si tratta di malattie completamente diverse.

Definizione   –  Forme Orticarie inducibiliCura Immagini

Quante forme esistono di orticarie croniche?

La classificazione più recente (2014 Società Europea Allergologia)  distingue due sottotipi di orticaria cronica:

  • Orticaria cronica spontanea
  • Orticarie inducibili

Orticarie inducibili

Sono quelle forme di orticaria in cui il fattore scatenante è identificabile, costante e può essere dimostrato attraverso dei test di provocazione. Una volta si parlava di orticarie fisiche.

I sintomi di queste forme possono essere presenti nello stesso soggetto e nell’orticaria cronica spontanea. Questo rende più complicata la diagnosi corretta e peggiora molto la qualità di vita di chi soffre di questa condizione.

La terapia della orticarie cronica spontanea

Esistono vari livelli di cura, in base alla gravità dei sintomi e alla risposta ai farmaci. Rispetto al passato molti farmaci sono stati abbandonati e fortunatamente sono stati scoperte nuove medicine oggi disponibili per la cura delle forme più difficili di orticaria, come l’omalizumab. Il primo livello di cura è basato sugli antistaminici di ultima generazione. Generalmente 1 cpr al giorno, preferibilmente la sera. Se i sintomi persistono oltre 2 settimane, si può aumentare la dose dell’antistaminico, a discrezione del medico (secondo livello di cura). Brevi cicli di cortisone possono essere utili nelle fasi più acute, ma per periodi non superiori a dieci giorni. Nelle forme più gravi, resistenti agli antistaminici e che ricompaiono alla sospensione del cortisone, le nuove linee guida suggeriscono Omalizumab, la Ciclosporina e il Montelukast (terzo livello di terapia).